One reel

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foto di Francesco Givone

 

Niente è più comico dell'infelicità.

Finale di partita, S. Beckett

 

 

Didi, Gogo e Pozzo, tre maschere con visi grigi e grotteschi, vivono in un mondo instabile e grigio, in uno spazio delimitato che rende la loro vita come un grande gioco di cui loro sono le pedine.

“Imprigionati” senza saperlo in una sorta di film muto ci appaiono come dei clown che nel farci ridere con le loro gag, non fanno altro che ricordarci la nostra vita tragicomica, il nostro quotidiano brancolare.


Nella loro vita senza senso, in questo tempo congelato che appare come una sorta di “enorme pausa”, si comportano con la stessa disinvoltura nei confronti dello spazio, del tempo, della morte. Per colmare il vuoto della loro esistenza inventano storie di cui loro sono i protagonisti, e con leggerezza si scambiano ogni ruolo della vita di un uomo, diventano padre, figlio, amico, compagno, marito, amante, ma alla fine rimangono sempre solo loro tre, burattini inconsapevoli di un teatro sconosciuto.


Lo spettacolo di teatro visuale diventa specchio della vita e la vita appare come uno spettacolo, in cui tutto si intreccia e si confonde, finché l’arrivo di uno strano personaggio riporta, almeno per un’attimo, ordine e silenzio.

 

 

Premi e Riconoscimenti
 

Segnalazione speciale al premio Beckett&Puppets 2006 per la particolare ambientazione cinematografica di Aspettando Godot, l'interessante commistione di linguaggi e la cura nella definizione dei pupazzi.

Vincitore di Nuove Esperessioni Teatrali e Play Theatre Arezzo 2007.

Produzione Zaches Teatro

Con il sostegno di Jack&Joe Theatre di Cerbaia (FI)

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