Il Minotauro: Viaggio di un eroe

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Ciò che è fuori di te è una proiezione di ciò che è dentro di te,

e ciò che è dentro di te è una proiezione del mondo esterno.

Perciò spesso, quando ti addentri nel labirinto che sta fuori di te,

finisci col penetrare anche nel tuo labirinto interiore.

Haruki Murakami

 

 

Rovine, suoni di calcinacci, pietra che si sgretola, figure statuarie prendono vita e, in un’atmosfera crepuscolare, evocano il mito cui appartengono. Il Minotauro è l’emblema non solo della creatura mostruosa per antonomasia, diversa, reietta e maledetta, ma è anche il simbolo della luminosa e prospera civiltà cretese che, antagonista di Atene, viene da questa sovrastata e quindi tacciata come aberrante e crudele. Ecco che la storia si fa mito e il conquistatore si fa eroe: Teseo.

 

Un viaggio fisico nel mondo e metaforico dentro se stesso che ha compimento attraverso Arianna, Signora del Labirinto. Questa non è più la fanciulla ingenua e innamorata, ma è la chiave d’accesso, simile a una baccante-officiante, al mondo intimo del labirinto che Teseo deve affrontare, un mondo più vicino all’Ade che all’Olimpo.

 

Lo spettatore è immerso come in un libro di storia dell’arte, in cui si muovono passi animati da un senso religioso e dall’ancestrale sapore rituale e in cui risuonano versi ispirati alla musicalità dell’epica omerica e ai di- rompenti cori tragici.



Produzione Zaches Teatro

con il sostegno della Regione Toscana e il MiBACT
In collaborazione con Fondazione Sipario Toscana onlus – La Città del Teatro, Giallo Mare Minimal Teatro, Straligut Teatro, Kilowatt Festival, I Macelli di Certaldo

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